Wednesday, January 27, 2010

iPad a caldo

Era quello che mi aspettavo, ma molti sembrano delusi perché si aspettavano di venir sorpresi. Che se ci si pensa bene è una contraddizione in termini...

Non è affatto male, interfaccia conosciuta ma sempre spettacolare, e il bello dell'iPad deve ancora venire (tie-ins con TV, riviste, sicuramente i fumetti che su quello schermo saranno perfetti).

Lati meno che positivi:

  • Ho già un laptop, un netbook, un kindle. L'iPad non fa NULLA che non posso già fare meglio (anche se su devices differenti)
  • Qui negli USA hanno già coniato un termine: "Splinternet" il ritorno a una frammentazione del web che apparirà in modo diverso attraverso strumenti diversi. 
  • Ma soprattutto, temo io, il declino del contenuto "gratuito," e l'inizio di contratti esclusivi con alcune piattaforme a pagamento. Questo non sarebbe poi malvagio se non ci fosse l'eterno problema della DRM e la difficoltà di trasferire i contenuti comprati da X sulla piattaforma Y.
La grande idea, che è sfuggita ai più (ma non a tutti) è quella di cominciare a vendere tramite sistemi "chiusi" contenuti che finora sono stati gratuiti-- o almeno semplicemente sostenuti dalla pubblicità che, come rivela il caso NYtimes.com, si è rivelata insufficiente. Anche il buffo nome iPad (che ha fatto ridere non pochi qui negli USA perché ricorda gli assorbenti femminili) non è casuale: il rifermineto é al fenomeno iPod ha finalmente incanalato in un pay system decente l'anarchia totale dell'era Napster: pirateria inevitabile, ma c'è un bel sistema comodo per comprarsi gli Mp3. L'iPad è un messaggio chiaro ai content providers (vedi Condé-Nast che ha abboccato subito, e molti altri): venite qua da noi che giochiamo magari tra pochi intimi all'inizio, ma con profitti assicurati. La svolta storica ovviamente può funzionare solo se, come per l'iPod, questo diventa il congegno dominante del mobile entertainment.

    Tuesday, January 12, 2010

    Breaking News: Scientists finally find alternative explanation to Gary Larson Cartoon


    Coal from mass extinction era linked to lung cancer mystery
    ScienceDaily (Jan. 11, 2010) — The volcanic eruptions thought responsible for Earth's largest mass extinction -- which killed more than 70 percent of plants and animals 250 million years ago -- is still taking lives today. That's the conclusion of a new study showing, for the first time, that the high silica content of coal in one region of China may be interacting with volatile substances in the coal to cause unusually high rates of lung cancer. The study, which helps solve this cancer mystery, appears in ACS' Environmental Science & Technology.