Thursday, April 16, 2009

Facebook | "MA IO PER IL TERREMOTO NON DO NEMMENO UN EURO"

Facebook | "MA IO PER IL TERREMOTO NON DO NEMMENO UN EURO"?

Senz'altro lo sciacallaggio politico del terremoto non è mancato. Ma l'ultima cosa di cui c'era bisogno è questa "provocazione" che contiene tra l'altro proclami piuttosto stravaganti, come "gli italiani [...] troppo generosi " (sappiamo bene che non e' vero, specie cfr. volontariato e beneficienza negli USA). Ma l'editoriale disgusta per altre ragioni. Una provocazione è quella di Swift, ma solo perche' la maggioranza non pensa veramente che mangiare i bimbi cattolici sia una buona idea. Invece GdG provvede una risposta di comodo che in questo momento e' semplicemente irresponsabile. Massì, non paghiamo una lira, che si fottano i terremotati, governo ladro!

Non ci sono dubbi che lo stato sia marcio in Italia e altrove. Ma la cosa non esime dalle responsabilita' individuali di fare TUTTO IL POSSIBILE per chi ha bisogno. La "soluzione" di GdG e' infantile e qualunquista: PROPRIO PERCHÈ lo stato spreca dobbiamo rimboccarci le maniche. E usare questo momento storico per discutere le ragioni e i modi per mandare i politici corrotti a casa (o in galera, ove applicabile). Invece il qualunquismo di GdG va a spese di chi ha bisogno di aiuto, ma non aiuta a a cambiare il sistema che ha causato il problema Abruzzo (e appare ben chiaro in questi giorni che i movimenti sismici non siano i soli responsabili del massacro).

Da Weber in poi (almeno) sappiamo che le strutture burocratiche sono inevitabilmente corrotte, e di conseguenza inefficienti. Non solo è necessaria la vigilanza del cittadino per mantenere la corruzione a livelli accettabili (cosa che per ragioni storico/politiche in italia è quasi completamente fallita) ma anche per integrare una risposta inefficiente di default. I due euro non si pagano gli errori dello stato ma per aiutare la gente che soffre. I conti con lo stato si dovranno regolare a parte per esempio smettendo di votare PD, PdL o altri partiti consociativi, e dandosi da fare per un vero ricambio di questa classe di fossili viventi che svendono e barattano il paese e le vite di chi ci abita.

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